Il gruppo eugubino ora vanta 1000 addetti, supera i 200 milioni di fatturato e punta alla logistica europea

 

 

di Luca Mercadini

GUBBIO

 

Non è più soltanto una storia imprenditoriale nata tra l’Umbria e Gubbio.

 

 

LC3 Trasporti ormai ragiona da gigante europeo della logistica. E lo fa senza timidezze, mettendo a segno un’acquisizione che cambia peso, dimensioni e prospettive del gruppo guidato dal presidente Luigi Ambrosio (nella foto con Fabio Vignali) e dal direttore generale Rocco Girlanda.

 

 

 

 

Con l’ingresso di Vignali Logistic Service Provider, storica realtà romagnola con sede a Cesena, LC3 supera infatti quota 200 milioni di fatturato e arriva a mille addetti complessivi, di cui 800 dipendenti diretti.

Numeri che raccontano molto più di una semplice operazione societaria: raccontano l’ambizione di un’azienda umbra che continua a mangiarsi chilometri, mercato e concorrenti.

L’acquisizione riguarda anche Sasu Vignali France, società con sede a Perpignan, snodo strategico nel cuore del mercato agroalimentare europeo.

 

Tradotto: LC3 non si limita più a consolidarsi in Italia, ma rafforza il proprio asse internazionale tra Francia, Spagna e penisola italiana, entrando ancora più pesantemente nelle rotte della logistica agroalimentare continentale.

E non è un dettaglio da poco. Perché il gruppo Vignali, nato nel 1986 e operativo nella logistica moderna dal 2006, è uno dei nomi storici della Romagna, del trasporto refrigerato e dell’ortofrutta. Duecentocinquanta dipendenti, altrettanti mezzi, 50 milioni di fatturato e clienti pesanti come Orogel, Martini, Agrintesa e Apofruit. Una macchina logistica che ogni giorno rifornisce mercati ortofrutticoli, piattaforme della grande distribuzione e filiere industriali legate al packaging e all’agroalimentare.

 

LC3 si prende dunque un pezzo importante della logistica italiana e lo innesta dentro una struttura già gigantesca. Una crescita costruita senza clamore mediatico ma con una strategia chiarissima: presidiare i grandi flussi europei del trasporto a temperatura controllata e diventare un riferimento continentale della mobilità sostenibile.

Perché mentre molti parlavano di transizione ecologica, LC3 i mezzi li metteva davvero su strada.

L’azienda è stata la prima in Italia a introdurre camion LNG nel trasporto pesante e oggi viene considerata tra le realtà europee più avanzate sul fronte della flotta full electric. Un modello che le ha consentito di costruirsi una reputazione forte anche sul terreno ambientale, con la riduzione delle emissioni e delle polveri sottili diventata ormai parte integrante della propria identità industriale.

 

Dietro i numeri, però, c’è anche un segnale politico ed economico che l’Umbria farebbe bene a leggere attentamente. Mentre il territorio spesso si racconta come periferia industriale in affanno, da Gubbio continua invece a partire un’operazione di espansione che allarga i confini dell’impresa umbra ben oltre l’Appennino.

 

LC3 non sta più giocando il campionato regionale delle aziende di trasporto. Sta correndo stabilmente sull’autostrada europea della logistica.